Giordano Bruno, Pasolini e la libertà di pensiero: l’intervento di Paola Pau a Caramanico Terme

Caramanico Terme, Ex Convento delle Clarisse – VIII Premio Caramanico Terme, mostra “Il pensiero genera la materia”

Un filo rosso lega Giordano Bruno a Pier Paolo Pasolini: la libertà di pensiero. È questo il tema che la Dottoressa Paola Pau, presidente del Consiglio del X Municipio di Ostia, ha scelto di raccontare nel suo intervento durante l’inaugurazione della mostra Il pensiero genera la materia, nell’ambito del VIII Premio Caramanico Terme.

Giordano Bruno, il pensiero al centro dell’esistenza

Parlare di Giordano Bruno, ha sottolineato Pau, è un compito arduo, quasi impossibile. Eppure è inevitabile, soprattutto per chi vive a Roma e ogni giorno incrocia la memoria del filosofo in Piazza Campo de’ Fiori. Bruno, con il suo pensiero, pose al centro dell’esistenza la forza immateriale dell’intelletto e non la materia. Una visione radicale, rivoluzionaria per il suo tempo, che lo condusse al rogo nel 1600.

«Dire che Dio è immanente, che è ovunque e non trascendente – ha ricordato Pau – significava allora affermare un’eresia. Bruno non rinnegò mai il suo pensiero, nemmeno sotto torture insopportabili». Il monumento che oggi domina Campo de’ Fiori, eretto a fine Ottocento, è così diventato un simbolo universale di libertà intellettuale e artistica.

Pasolini, erede della stessa libertà

Il legame con Pasolini nasce proprio nel cuore di Roma. Quando lo scrittore, poeta e regista fu assassinato a Ostia nel 1975, la sua celebrazione laica avvenne davanti al monumento a Bruno. Un gesto che univa due figure diversissime, ma entrambe martiri della libertà di pensiero.

Pau ha rievocato quel momento con grande partecipazione personale: «Ricordo la folla di intellettuali e l’urlo disperato di Ninetto Davoli, “Pier Paolo non c’è più, aiutatemi”. Con Moravia distrutto dal dolore che riuscì solo a dire: “È l’intellettuale più libero che c’è”».

Bellezza, poesia e ribellione

Nel suo discorso, Pau ha toccato anche il tema della bellezza, spesso abusato come parola vuota, ma che invece deve ritrovare concretezza attraverso l’arte e il pensiero. Ha ricordato inoltre che le grandi rivoluzioni culturali del primo Novecento hanno segnato un’epoca irripetibile, ma che resta ancora possibile ribellarsi con gli strumenti della poesia.

Citazione d’obbligo di Pasolini: «La poesia non è morta, riconquisiamola». Un invito a recuperare il linguaggio poetico come forma di resistenza culturale e spirituale.

Un pensiero che genera materia

Chiudendo il suo intervento, Pau ha evocato un passo di Giordano Bruno che racchiude lo spirito della mostra:

«I filosofi sono in qualche modo pittori e poeti, i poeti sono pittori e filosofi, i pittori sono filosofi e poeti. Donde i veri poeti, i veri pittori, i veri filosofi si prediligono l’un l’altro e si ammirano».

Una riflessione che restituisce la forza di un pensiero capace di generare materia, arte e libertà.